L’avvento del vetro zaffiro


Come il nome del sito vuole immediatamente suggerire abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui modelli dotati di vetro in plastica, sicuramente l’elemento più distintivo degli orologi Rolex definiti vintage.
Tuttavia è interessante dedicare uno spazio adeguato all’introduzione del vetro in zaffiro, un cambiamento epocale che trova le sue origini negli anni ’70.


Nel 1970 l’intera produzione Rolex impiega vetri realizzati in plexiglass, divisi in due gruppi dalle caratteristiche diverse: la gamma Tropic per i modelli solo tempo e la serie Cyclope dotata di lente magnificatrice per gli orologi con datario, introdotta a partire dal ’54.
L’occasione per sperimentare una nuova soluzione si presenta con l’avvento del nuovo modello Quartz ref. 5100, il primo orologio Rolex con movimento al quarzo sviluppato attraverso una joint-venture con altre maison elvetiche.

Rolex Quartz 5100Questo orologio si discosta notevolmente dagli abituali canoni Rolex, sia per quanto riguarda la parte meccanica che per le scelte stilistiche adottate.
La nuova cassa ha un profilo inedito e anche il vetro rappresenta una grossa novità: realizzato in zaffiro sintetico offre una resistenza agli urti estremamente maggiore rispetto al convenzionale vetro in plastica, dimostrandosi anche meno soggetto ai graffi superficiali.
Il Quartz ref. 5100 ha però vita breve, in netta crisi di vendita dopo la calorosa accoglienza del pubblico al momento della sua presentazione.
Esce di scena nel 1972 dopo soli due anni di produzione e con esso scompare dai cataloghi Rolex l’unico orologio dotato di vetro zaffiro.

Rolex Datejust 1630Per vedere riproposta questa soluzione tecnica bisogna attendere il 1975, quando Rolex realizza i nuovi modelli Date ref. 1530 e Datejust ref. 1630, entrambi dotati di vetro Saphir 25-295-C1.
Ancora una volta l’uso del vetro zaffiro è legato a orologi particolari, quasi sperimentali: sono infatti i primi ad avere l’inedita cassa shaped dotata di bracciale integrato.
E’ verosimile credere che siano stati prodotti per sondare la reazione del pubblico al nuovo design prima di mettere in listino la serie Oysterquartz dallo stile pressoché identico.
Lanciata due anni dopo, la nuova gamma di modelli elettromeccanici ripropone lo stesso vetro, che manterrà invariato fino al termine della produzione avvenuto nel 2001.

Il 1977 fa registrare l’introduzione dei primi movimenti Rolex con datario scatto rapido (cal. 3035 e cal. 3055) impiegati sui modelli Datejust, DJ Turn-O-Graph e Day-Date. I primi due rimangono fedeli al vetro plexiglass ad eccezione delle versioni in oro 18kt, mentre il modello di vertice estende il vetro in zaffiro a tutte le proprie varianti, presumibilmente per evidenziare il ruolo prestigioso all’interno del catalogo Rolex.

 Vetro Rolex Saphir 25-285Il nuovo vetro zaffiro trova applicazione anche sull’orologio più tecnico della gamma, il Rolex Sea-Dweller ref. 16660. Il successore della precedente ref. 1665 è un modello ancora più specialistico, capace di raggiungere una profondità di 1220 metri.
Proprio per ottenere queste straordinarie performances necessita di un vetro adeguato, il modello Saphir 25-285. Piatto e caratterizzato dallo spessore elevato (3mm), è il primo dei vetri Rolex di nuova generazione ad essere privo di lente magnificatrice Cyclope.
La ragione è dovuta alla notevole distanza tra la superficie del vetro e il quadrante, che impedirebbe di visualizzare correttamente il datario attraverso la lente di ingrandimento.

Con l’avvento degli anni ’80 il vetro zaffiro comincia a diffondersi maggiormente all’interno della gamma Rolex, andando ad interessare sia i modelli classici che quelli professionali.
Tra i modelli più celebri che mantengono ancora il vetro in plexiglass ci sono il Submariner ref. 5513 e l’Explorer ref. 1016, sopravvissuti nella loro configurazione originaria all’importante ondata di cambiamenti che ha interessato tutta la produzione Rolex.

Il processo di rinnovamento si completa nel 1990, quando gli ultimi modelli dotati di vetro in plastica escono definitivamente di scena, interrompendo ogni legame con il passato.
Con l’eccezione dei cronografi Cosmograph Daytona automatici, comunque ambiti dai collezionisti, possiamo considerare questa data come il termine ultimo per definire “da collezione” un orologio Rolex.